Il curioso del cinema: Registe

Il curioso del cinema ha incontrato Eugenio Allegri (Vincenzo Caccavone - amico della famiglia Notari) ___ © foto di Simone Nepote AndréDiana Dell’Erba, regista della docufiction “Registe”. Si tratta di un’ opera di narrazione documentale sul vissuto femminile del mestiere di cineasta, raccontata come un uditorio a più suoni inframmezzato da declamazioni sceniche. Vi consiglio l’acquisto in dvd, edito da Eagle Pictures.

 Quali sono state le dissertazioni che hanno portato alla genitura della sua opera?

Due grandi argomenti sono alla base di “Registe: il miglioramento di sé e la questione femminile. Penso che ogni essere umano debba lottare per comprendere se stesso e il mondo che lo circonda, migliorarsi per avvicinarsi il più possibile a ciò che davvero è e, di conseguenza, essere sereno. Questo è ciò a cui tengo sul piano “straordinario”. Sul piano “ordinario” invece la vita mi ha posto davanti alla questione femminile e, avendo assistito ad alcune oppressioni fatte da uomini nei confronti di donne, ho deciso di dedicare una ricerca al mondo femminile.Maria

Pensa davvero che le donne, nel cinema, siano discriminate?

La maggior parte delle lavoratrici del cinema che ho intervistato sostengono di sì: pensano che ci sia una sostanziale discriminazione. I dati per ora confermano un enorme disequilibrio. Ed oggi per fortuna alle, tantissime ma per lo più sconosciute, ricerche di Women’s Studies, si stanno affiancando studi ufficiali, come quella  condotta dall’osservatorio dell’audiovisivo del Consiglio d’Europa dalla quale scaturisce che ”…se tutto rimane invariato, ci vorrà mezzo secolo per ottenere la parità tra i sessi sul fronte del numero di film diretti e, tre quarti di secolo per ottenerla al botteghino…”

Maria De Medeiros  interpreta Elvira Notari (1875-1946),  la prima regista italiana.Insisto e reitero: La sua carriera, da regista, è stata, in qualche modo, ostacolata o ostracizzata?

Non posso dire di avere una carriera da regista. Io ho studiato altro e mi sono trovata nella condizione di poter realizzare un film/documentario solo grazie ad un team di persone, con le quali lavoro da quasi dieci anni. L’Altrofilm, con la lungimiranza e l’indipendenza che la contraddistingue, mi ha permesso di lavorare in un modo professionale, artigianale e libero, e di soddisfare questa piccola grande urgenza.

                                                                                                                                                                                                                                                                           Tiziano Rapanà

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