Il curioso del cinema: Meraviglioso Ciro!

ippolito 1Finalmente, ho intervistato, Ciro Ippolito! E’ un sogno che si avvera. Non esagero: sono cresciuto con i suoi film. In casa, conservo gelosamente i dvd di “Arrapaho” e “Vaniglia e cioccolato”. Ciro mi ha raccontato della sua carriera di regista e produttore ed abbiamo parlato, anche, della sua autobiografia “Un napoletano ad Hollywood” (ve la consiglio perché diverte e non annoia) e di Alien 2, uscito da poco in blu-ray.

Il libro è il racconto di un sogno? Ovvero, La narrazione di una speranza realizzata?

No, è una sorta di autobiografia. E’ un racconto, anche autonomo, che serve per divertire. E lo fa servendosi di fatti realmente accaduti, però, riletti da me.

Nel libro, parli poco di “Vaniglia e Cioccolato”…

Beh, in verità, di molti film se ne parla poco. Ho raccontato gli episodi che mi divertivano, che ricordavo. Io scrivo di getto. Non è un libro autocelebrativo. Il suo scopo non è commemorare, semmai divertire.ippolito 4

Che tipo di operazione era “Alien 2”?

Era un’operazione “piratesca”. In quel periodo si facevano delle operazioni “pirata”… passava la preda e l’acchiappavi al volo… A volte andava bene e a volte no.

Biagio Proietti, quanto ha lavorato alla pellicola?

Ha lavorato due, tre giorni. Il materiale che ha girato, non l’ho nemmeno utilizzato.

Non ho mai capito l’operazione “Zampugnaro ‘nnamurato”. Era una risposta al successo di “Nu Jeans e Na maglietta” con Nino D’Angelo?ippolito2

Assolutamente no. Quello era un genere che avevo iniziato io con un film precedente che si chiamava “Pronto Lucia”. Era stato un successo molto forte per quel filone. L’interprete principale era Carmelo Zappulla che ha interpretato, anche, questo film. “Zampugnaro nnamurato” era un tentativo di fare un musical, tratto da un classico del teatro napoletano di Armando Gil. Lo avevo rivisto, volevo renderlo moderno. Era un’operazione che non è molto riuscita, rispetto all’idea portante. Però il film, quando è uscito nelle sale, ha avuto buone critiche.

ippolito 5“Arrapaho”, però, è molto più musical rispetto allo “Zampognaro nnammurato”

Con “Arrapaho”, avevo trovato il genere giusto. Avevo trovato una linea, per poter raccontare in termini musicali. Con “Arrapaho” guardavo ai Monty Phyton, però il mio idolo è stato Vincent Minnelli. Anche il mio ultimo film “Vaniglia e cioccolato”, contiene un omaggio a Minnelli.

Come nasce “Vaniglia e Cioccolato”?
Semplicemente, mi divertiva raccontare questa storia: volevo fare un western dei sentimenti. Il film è stato distribuito in tutto il mondo e in America del Sud ha avuto un successo enorme.

Tra i tanti film che hai prodotto di Mario Merola, qual è quello che ti è piaciuto di più?

Mi è piaciuto “Napoli… la Camorra sfida, la città risponde”, perché il finale è la prima scena che ho diretto in vita mia. Sul copione, quella scena non c’era: me l’ero inventata al momento. L’avevo spiegata al regista Alfonso Brescia, però non l’aveva capita e l’ho girata io.

ippolito 3Carmelo Bene doveva interpretare il cattivo in Lacrime Napulitane?

Si, l’avevo proposto a Carmelo Bene, ma non lo volle fare. Mi chiese un sacco di soldi. Lacrime Napulitane, rispetto agli altri film con Merola, era un’operazione molto più sofisticata.

Sbaglio o la voce di Merola, nei primi film, non era la sua?

Si, all’inizio era doppiato. Io lo facevo doppiare da Peppino Rinaldi. Era il più grande doppiatore italiano, era il doppiatore di Paul Newman, di Marlon Brando, era un genio. L’ho anche citato nel libro, nella prima parte. I primi film erano doppiati da una cooperativa di doppiaggio. Avevo scelto Rinaldi perché Merola, tecnicamente, non era capace di doppiarsi. Non l’aveva mai fatto e quindi era difficile farglielo fare. Merola era un attore istintivo e, all’epoca, era continuamente impegnato. Faceva quattrocento serate l’anno e quindi era impossibile bloccarlo. Un giorno è successo che Rinaldi si è stancato, perché i turni di doppiaggio erano tanti. Io gli facevo fare novanta anelli in tre turni e tecnicamente era un tour de force incredibile. Voleva dire doppiare un film in un giorno. Mi venne, quindi, l’idea di provarci con Merola. Cosi lo chiamai, gli insegnai a doppiare e imparò subito. Lui era un cantante e aveva i tempi giusti. E da quel film in poi, credo che la pellicola fosse “I contrabbandieri di Santa Lucia”, si è sempre doppiato da solo.

Ciro, concludendo, perché i lettori dovrebbero acquistare la tua autobiografia?

É un buon investimento. Ti dirò di più, dovrebbero acquistarne più di una copia. Fra qualche anno il libro varrà moltissimo… ovviamente la mia è una risposta ironica!

                                                                                                                                                                                                                                                                              Tiziano Rapanà

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